Più gps, meno guai
03/05/2016 866 Visualizzazioni

Più gps, meno guai

Sfruttare l’hi- tech per monitorare le prestazioni dei calciatori non è più una novità.
Medici dello sport e preparatori atletici possono avere a disposizione strumenti per analizzare quasi ogni singolo movimento e trasformarlo in dato da studiare: a tal fine, gli atleti indossano, al di sopra del proprio abbigliamento, un corpetto che contiene un antenna gps (a seconda della complessità anche un accelerometro) che, unito ad un cardiofrequenzimetro, permette di registrare i dati relativi a meyti percorsi, velocità, accelerazioni ed energia spesa durante l’allenamento.
Ciò da un punto di vista preventivo e riabilitativo consente di individuare una soglia di fatica da son superare nelle sedute settimanali e una prevenzione efficace dellinfortunio muscolare in partita.
Nello scorso campionato il Barcellona ha più che dimezzato gli infortuni di questo genere rispetto all’anno precedente (da 44 a 20) proprio adottando questo sistema.
Star dei campi italiani sono i droni, impiegati da molti team italiani (Napoli, Inter, Milan).
Il drone è un quadricottero volante, un minielicottero, che permette di vedere in diretta su un dispositivo portatile o a fine allenamento i calciatori, ripresi da un punto di vista unico.
Si può impostare il drone affinchè copra una precisa zona del campo oppure fargli seguire per tutto il tempo lo stesso calciatore, naturalmente nei campi più grandi e fissi, ovvero dove i team si allenano per la maggior parte del tempo, esistono delle telecamere tattiche e di prevenzione al fine di sistematizzare quelli che possono essere stili particolari di corsa e azione muscolare: il tutto naturalmente affiancato in laboratorio e in strutture riabilitative da strumentazione di gait analisys, analisi del passo, che ci consente anche in prevenzione di apportare opportune modifiche a schemi alterati.
Tutto questo è già realtà , non è ipotizzabile non utilizzare la tecnologia in medicina sportiva e in riabilitazione.

Gennaro Gatto
Si laurea in medicina e chirurgia presso la Seconda Università di Napoli nel 2001 con il massimo dei voti e la lode, con tesi sperimentale inerente la riabilitazione in acqua nelle stenosi del rachide. Nel 2006 si specializza in medicina fisica e riabilitazione presso la Seconda Università di Napoli con tesi inerente la riabilitazione senso-motoria in prevenzione delle amputazioni di arto inferiore. Dal 2008 E’dirigente medico dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, per l’ unità operativa di medicina riabilitativa, con riferimento per la riabilitazione sportiva e avvio allo sport per disabilità. E’ parte della Federazione Medico Sportiva Italiana, referente nel progetto nutrizione e salute, collabora a numerosi progetti di ricerca. Membro del comitato tecnico scientifico della scuola regionale dello sport. Portato da un zio all’età di due anni nello stadio Olimpico di Roma affascinato dallo spettacolo offerto si appassiona in tenera età e dedica studio e passione per la conoscenza e lo sviluppo dello sport nella medicina e nella vita.

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