Non di solo zucchero vive l’uomo
16/03/2016 1164 Visualizzazioni

Non di solo zucchero vive l’uomo

È ormai noto che i bambini tendono a sviluppare nel corso della loro crescita un’affinità verso alcuni cibi, in particolare, nei confronti di alimenti glucidici (o carboidrati) come il pane, la pizza, le merendine e i succhi di frutta. Il gusto per il dolce è un retaggio evolutivo, infatti, oltre ad essere uno dei primi gusti con cui si entra in contatto dopo la nascita, il sapore per il dolce suscita quella sensazione atavica di fiducia, insita in ogni individuo, di aver individuato un cibo sicuro e gradevole.

L’eccessivo consumo di zuccheri semplici, registrato negli ultimi decenni, ha prodotto disfunzioni metabolico-comportamentali, quali l’insulinemia post-prandiale, l’iperfagia e la conseguente alterazione del ciclo fame-sazietà, strettamente correlate all’insorgenza di sovrappeso e di obesità.
Il problema del sovrappeso infantile non risparmia neppure i giovani calciatori, nei quali il sovrappeso incide negativamente sulla pratica sportiva, attraverso dinamiche riportate nello schema che segue.

schema zucchero

Dal punto di vista fisiologico, il calcio, sia dilettantistico che professionistico, è basato su un tipo di lavoro intermittente, di media intensità e ad elevato dispendio energetico. Questo tipo di attività è supportata dal nostro metabolismo attraverso una “miscela” di combustile costituita da glucosio (che rappresenta la forma più semplice degli zuccheri che le nostre cellule possono utilizzare) e acidi grassi. Diversamente dagli adulti, i bambini in accrescimento (5-10 anni) necessitano di una maggiore quantità di proteine e di calcio e possiedono una capacità più elevata di utilizzo degli acidi grassi durante l’attività fisica. Anche lo stato di idratazione è estremamente importante. La principale bevanda che il bambino deve consumare quando fa sport è l’acqua, in virtù del fatto che i bambini hanno una ridotta capacità di percepire la sete e di dissipare il calore interno attraverso la sudorazione.

“Take home message

1. Mantenere una dieta bilanciata basata sugli alimenti consigliati dalle proporzioni della piramide alimentare di riferimento della FIGC-LND (http://www.ilcalcioillustrato.it/assets/pdf/poster-Piramide.pdf)

2. Mangiare poco e spesso, consumando almeno cinque pasti al giorno, di cui tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) e due spuntini (metà mattinata e pomeriggio).
3. Aumentare il consumo di frutta e verdura
4. Fare sempre una buona colazione, ricordando questa massima popolare: “Colazione da re, pranzo da principe, cena da povero”
5. Assicurare un buon recupero dei nutrienti e dei fluidi persi dopo l’attività sportiva per accelerare il recupero psico-fisico
6. Limitare i prodotti dell’industria alimentare, cercando di ritornare alle nostre origini, fatte di cibi semplici e genuini
7. Dormire per almeno otto ore consecutive

Un ruolo determinante nella identificazione e quindi nella segnalazione di situazioni di sovrappeso alla famiglia e/o ad altre figure professionali è quello svolto dall’allenatore che può, per questo, orientare il giovane calciatore verso un percorso alimentare sano, equilibrato e vincente.

Francesco La Rocca
Il dott. La Rocca ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche con il massimo dei voti, nel 2010, presso l’Università degli Studi “Roma Tre”.
Attualmente specializzando in Biochimica Clinica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e ricercatore in ambito onco-ematologico. È co-autore di articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali.
Si è perfezionato in Nutrizione Clinica dell’Adulto e del Bambino e nella Nutrizione Sportiva.

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