Ci vuole naso…anche per il calcio
23/02/2016 955 Visualizzazioni

Ci vuole naso…anche per il calcio

Ci vuole naso…anche per il calcio.
Siamo nella stagione fredda e la Basilicata non gode di un clima favorevole. Fra le patologie in cui si registra un aumento della prevalenza, ovvero la presenza della patologia in un determinato momento, posso indicare sicuramente le riniti: nella stagionalità, nello sport che si svolge all’aperto, riniti da freddo. I sintomi sono congestione (senso di pienezza) nasale, rinorrea(secrezioni)nasali e meno frequenti starnuti, senza prurito, sintomo tipico delle forme allergiche. La rinite da freddo compare pochi minuti dopo l’inizio dello sforzo e può persistere anche dopo lo sforzo.
Si tratta di uno stress di tipo funzionale, tutte le forme di rinite peggiorano con l’attività sportiva, per un maggior contatto della mucosa nasale, delicata come tutte le mucose, con allergeni e irritanti. Le fosse nasali modulano le resistenze al passaggio del flusso aereo e operano un trattamento dell’aria inspirata, riscaldandola e umidificandola, grazie allo scambio tra aria inspirata e area espirata e alla percentuale di muco ceduta dal muco nasale.
L’iperventilazione indotta dall’esercizio fisico riduce queste proprietà determinando problemi non solo nasali ma anche alle vie aeree inferiori: non dimostrato che a soffrire di rinite da freddo si ritrovino maggiormente coloro che soffrono di asma bronchiale ma di sicuro quando coesiste asma i sintomi sono più intensi.
Respirare con la bocca, per via di una congestione nasale, porta ad inspirare aria secca, fredda, e satura di particelle in sospensione. Tutto ciò causa un processo di irritazione del sistema respiratorio provocando disfunzioni a catena (faringiti, laringiti, tracheiti, bronchiti.
Cosa fare? L’uso di farmaci anticolinergici (in grado di ridurre l’ipersecrezione) provoca numerosi effetti collaterali (in primis secchezza orale), antistaminici e corticosteroidi non inducono miglioramenti e possono rappresentare pratica dopante. Importante una corretta gestione del pre e post attività con gradualità: come esempio, troppo spesso il calciatore si sofferma esponendosi a freddo senza coprirsi adeguatamente (è frequente la scena del calciatore che sostituito e magari arrabbiato per la sostituzione che non indossa giaccone di protezione) ed esegue docce prolungate. Di prevenzione una corretta gestione delle mucose nella vita quotidiana (come lavaggi con soluzione fisiologica o semplice acqua per tenere pulite le fosse nasali) e il buon vecchio riscaldamento con sciarpe e non disperdere troppo calore con porzioni di corpo scoperte inadeguate ad eccessi climatici

Gennaro Gatto
Si laurea in medicina e chirurgia presso la Seconda Università di Napoli nel 2001 con il massimo dei voti e la lode, con tesi sperimentale inerente la riabilitazione in acqua nelle stenosi del rachide. Nel 2006 si specializza in medicina fisica e riabilitazione presso la Seconda Università di Napoli con tesi inerente la riabilitazione senso-motoria in prevenzione delle amputazioni di arto inferiore. Dal 2008 E’dirigente medico dell’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo di Potenza, per l’ unità operativa di medicina riabilitativa, con riferimento per la riabilitazione sportiva e avvio allo sport per disabilità. E’ parte della Federazione Medico Sportiva Italiana, referente nel progetto nutrizione e salute, collabora a numerosi progetti di ricerca. Membro del comitato tecnico scientifico della scuola regionale dello sport. Portato da un zio all’età di due anni nello stadio Olimpico di Roma affascinato dallo spettacolo offerto si appassiona in tenera età e dedica studio e passione per la conoscenza e lo sviluppo dello sport nella medicina e nella vita.

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