La nutrizione nello sport: una storia antica
05/02/2016 2151 Visualizzazioni

La nutrizione nello sport: una storia antica

Si narra, in un mito della Grecia antica, che Charmis di Laconia fu proclamato vincitore di una maratona grazie ai fichi secchi di cui si era nutrito prima di affrontare la gara.
Si tratta della prima documentazione relativa alla dieta di un atleta a cui fa seguito la storia di Eurimene di Samo che, dietro suggerimento del celebre matematico Pitagora, iniziò a cibarsi anche di carne, migliorando notevolmente le sue prestazioni atletiche.
Nell’antica Grecia, infatti, così come nell’antica Roma, la dieta successivamente definita “mediterranea” era prevalentemente costituita da cereali, legumi, frutta e verdura. Sebbene l’interesse per la nutrizione, oltre che nella pratica sportiva anche in quella medica, come rivela il celebre aforisma, attribuito ad Ippocrite, “Fa’ che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”, fosse già vivo nell’antichità, le basi della nutrizione moderna risalgono alla fine del XIX.
Fu in quest’epoca storica che le nuove conoscenze della chimica e della fisiologia umana permisero di individuare i substrati energetici e di definirne il ruolo nel metabolismo. Inizialmente si pensava e, in alcuni casi lo si pensa tuttora, che le proteine fossero l’unico combustibile per il nostro metabolismo. Fortunatamente, i progressi in campo biochimico smentirono questo luogo comune, svelando l’importanza dei carboidrati e dei grassi come fonti energetiche di maggiore consistenza e, grazie ai primi studi clinici 1, 2, si giunse ad una più profonda comprensione del metabolismo nel suo insieme, permettendo anche la formulazione di raccomandazioni alimentari nell’ambito della pratica sportiva.3
Attraversando i secoli, la cultura della nutrizione è andata affermandosi sia nella pratica sportiva amatoriale che agonistica.
Infatti, nell’ambito del calcio, così come negli altri sport, la prestazione è il risultato di un’attenta combinazione non solo delle potenzialità e dell’impegno individuali ma soprattutto di una corretta alimentazione.
Nel prossimo articolo si affronterà la tematica relativa alle esigenze nutrizionali di un giovane calciatore e di come esse si modificano con la sua crescita.

Bibliografia:

  1. Levine, Gordon & Derick (1924). Some changes in chemical constituents of blood following a marathon race. JAMA, 82, 1778-1779.
  2. Saris, Van Erp-Baart, Brouns, Westerterp & Ten Hoor (1989). Study on food intake and energy expenditure during extreme sustained exercise: the Tour de France. Int. J. Sports Med, 10, 26-31.
  3. Balsom, Wood, Olsson & Ekblom (1999). Carbohydrate intake and multiple sprint sports: with special reference to football (soccer). Int J Sports Med, 20(1), 48-52
Francesco La Rocca
Il dott. La Rocca ha conseguito la Laurea in Scienze Biologiche con il massimo dei voti, nel 2010, presso l’Università degli Studi “Roma Tre”.
Attualmente specializzando in Biochimica Clinica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e ricercatore in ambito onco-ematologico. È co-autore di articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali.
Si è perfezionato in Nutrizione Clinica dell’Adulto e del Bambino e nella Nutrizione Sportiva.

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